TRANSFERT TRA AMORE E GODIMENTO. 14 e 15 giugno a Roma, XII Convegno nazionale della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi.

Roma, 14 e 15 giugno 2014.

XII Congresso della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi

IL TRANSFERT TRA AMORE E GODIMENTO”

Centro Congressi Piazza di Spagna, via Alibert, 5.

Psicoanalisti italiani ed europei proporranno un appassionante dibattito sul tema del transfert nella psicoanalisi contemporanea.

Tra i relatori: Miquel Bassols (Presidente dell’Associazione Mondiale di Psicoanalisi) Domenico Cosenza (Presidente della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi), Antonio Di Ciaccia (curatore dell’opera di Jacques Lacan in Italia), Felice Cimatti (filoso del linguaggio e della mente), Giacomo Trinci (poeta) solo per citarne alcuni.

Si discuterà del transfert analitico oggi, nella clinica contemporanea, nei nuovi sintomi; dell’amore di transfert in rapporto al desiderio, al sapere, al godimento; dell’inconscio reale irriducibile a ogni interpretazione e della ripetizione; del transfert nella passe e nella fine dell’analisi; della creatività e dell’apertura al nuovo che ogni lavoro analitico comporta.

La motivazione del Congresso parte da una domanda: Come ripensare la funzione della psicoanalisi nel XXI secolo? Ovvero, quale può essere la sua efficacia nel far fronte a un “reale” che sembra metterla in scacco? Nel mondo contemporaneo assistiamo al trionfo del voler godere a scapito di un voler sapere del proprio inconscio, di ciò che ci muove e di ciò che genera sintomi e disagi. Se non se ne vuol sapere non si andrà a chiederlo certo a un analista. Se non si crede che ci sia un sapere degno di essere interpellato non ci sarà amore per il sapere inconscio e non ci sarà transfert. Tocca ripensare allora la funzione del transfert alla luce dei fenomeni che comunque portano il soggetto nello studio dell’analista: i sintomi, l’angoscia, i passaggi all’atto, le diverse forme di dipendenza. Fenomeni in cui il reale di un godimento mortifero ostinato non si lascia comprendere.

Ecco allora che il Congresso vuole mettere l’accento sul versante del transfert meno noto e al tempo stesso più innovativo. Quello del “reale”. Il reale del transfert riguarda proprio ciò che non si lascia elaborare simbolicamente, il suo lato oscuro, silenzioso. Qui l’analista è chiamato a essere, come dice Lacan: “nient’altro che la presenza reale in quanto inconscia”.

È una prospettiva che offre una nuova possibilità di intendere l’amore di transfert: non come la semplice ripetizione di un amore primario e familiare, bensì come qualcosa di inedito che può aprire all’incontro con l’imprevisto, con il nuovo.

info: romasegreteriaslp@gmail.com

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